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IL GIOCO DELLA VISA

"Quest'anno la vita accetterà letteralmente le carte Vista" così recita la press release della Hasbro che anticipa la nuova edizione del The Game of Life. Il restyling del gioco in scatola prevederà una carta di credito al posto delle tradizionali banconote (analoghe a quelle del monopoli), un'operazione di cross marketing Visa-Hasbro giustificata come un "aggiornamento per assicurare una maggior corrispondenza con la vita moderna".
L'originale The Game of Life viene pubblicato nel 1960 e conosce la popolarità nella versione aggiornata nel decennio successivo. Più di qualsiasi altro gioco è caratterizzato da forti connotazioni culturali ed ideologiche: i giocatori devono attraversare tabellone simile al gioco dell'oca che ambisce a rappresentare la vita di un bravo cittadino americano. Il percorso presenta varie biforcazioni - le scelte determinanti della vita come l'educazione e la carriera - e caselle che decidono fortuna, sfortuna ed eventi come il matrimonio o la procreazione. Tutto letto secondo una chiave marcatamente economicista. Lo scopo del gioco, manco a dirlo, è di arrivare alla "pensione" (retirement) con più soldi possibili.

Nella nuova versione, promette la Hasbro, il vincitore non sarà più colui che ha accumulato più denaro ma colui che ha guadagnato maggiori "life points", una combinazione di benessere ed esperienze di vita. Una visione in effetti più in linea con la tendenza attuale a non considerare il successo economico come unico fattore per la realizzazione.
Può sembrare una linea più "progressista" solo se non si considera che negli Stati Uniti il crescente indebitamento delle famiglie è ormai una piaga generalmente riconosciuta.
Quale sistema migliore di un edificante gioco di società per addestrare le nuove generazioni alla dipendenza dalle compagnie di credito?

05/09/07 | | | #

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